ASIN: B0043VDNC4
Editore: Hodderscape; 1° edizione (5 giugno 2014)
Lingua: Inglese
Pagine: 530
Ho acquistato l'edizione definita "completa" di questo libro anche se l'edizione originale e' del 1961. Colpevolmente, non avevo mai letto un libro di Heinlein e su consiglio di altri, ho deciso di iniziare da "Straniero In Terra Straniera" dato che tutti me ne hanno parlato bene.
Beh, hanno ragione. Ho divorato le 530 pagine del libro nell'arco di una settimana, passando anche parecchie notti insonni nel leggerlo.
Essendo che conoscevo Heinlein e il tipo di fantascienza che scrive solamente dalle opinioni di altri, quando iniziai a leggere il libro non sapevo bene che cosa aspettarmi. Dire che contiene "tracce" di politica, filosofia, morale e altri argomenti diciamo "complessi" incluso il sesso e' un eufemismo. E' chiaro come il sole che in un libro come questo, la fantascienza fa solamente da contorno ai messaggi che l'autore vuole dare e alle opinioni che vuole esprimere. Non e' decisamente un libro di fantascienza come ci si aspetta da altre opere.
Michael Valentine Smith e' un essere umano la cui innocenza e', per i canoni terresti, la piu' pura si sia mai vista. Il fatto di essere stato allevato dai Marziani come un Marziano stesso, rende Smith un essere potentissimo e dalle capacita' straordinarie, date non da una qualche particolare condizione ambientale che si trova solamente sul pianeta rosso, ma dal banale fatto di essere stato educato dalla civilta' marziana tanto nelle lingue, dove il marziano e' l'unica via d'accesso per "grokkare" e riuscire ad acquisire poteri percepiti come soprannaturali, come anche nelle scienze e nella morale.
Il fatto che Smith sia cresciuto in una civilta' estranea a qualsiasi consuetudine terrestre rende Smith, come essere umano, plasmabile sia nel bene che nel male.
Questo e' assolutamente evidente nello scorrere del libro dove, dopo una breve prima parte dove "L'uomo proveniente da Marte" la fa da padrone, il ruolo di assoluto protagonista viene assunto da Jubal Harshaw, un anziano (anche se non sappiamo di preciso quanti anni abbia), affamato di conoscenza e che, alla fine, si rivelera' essere la vera star dello scritto.
Seppure l'evoluzione sia umana che intellettuale di Michael Valentine Smith siano prominenti lungo tutto il corso del libro sino al suo sacrificio finale, in tutti i capitoli a parte il primo esso e' evidentemente un mero strumento atto a spiegare e rafforzare le opinioni di Harshaw su svariati ambiti sia del sapere, che delle consuetudini terrestri. Non e' un caso, infatti, che Smith consideri Harshaw come suo padre, facendo emergere questo legame soprattutto nel capitolo finale dove, Smith stesso, sente il bisogno di confessare a Harshaw stesso, di avere il sospetto di essere una spia mandata dai Marziani sulla terra per permettere a questi di "grokkare" la razza umana, processo necessario ai Marziani per scegliere se distruggere l'umanita' o meno se dovessero percepire che qualcosa e' "sbagliato" sulla terra.
Le riflessioni di Harshaw riguardo la morale, la filosofia, la politica, nonche' l'arte, sono talmente profonde e particolareggiate che il lettore non potra' fare a meno di porsi domande su domande a riguardo. Il solo concetto di sesso come strumento per dare felicita' agli altri incondizionatamente trasmesso dalla "Chiesa di tutti i mondi" di Smith e separato dall'amore che unisce due persone in matrimonio, concetto che Harshaw "grokka" perfettamente, e' talmente potente da aver fatto tremare il bigottismo nostrano, tant'e' che "Straniero In Terra Straniera" venne censurato in Italia fino al 1992. E' facile capire come un libro di tale portata, pubblicato nel 1961, sia stato accolto dal mondo cristiano e cattolico in particolare del tempo.
Se consideriamo che nel mondo occidentale, il concetto di "vivi e lascia vivere" che Harshaw porta all'estremo nel libro, evidentissimo dalla descrizione della vita "rilassata" che tutti fanno nella sua piccola fortezza, e' ancora vista di cattivo gusto quando si va a parlare di liberta' personali, come in ambito sessuale, si puo' ben capire che cosa abbia significato pubblicare un tale libro nei primi anni sessanta, seppure la prima versione fosse, per cosi' dire, "annacquata" rispetto a quella del 1991.
Altro concetto fondamentale che permea tutto il libro, e' il rifiuto della fede o meglio, Michael Valentine Smith dice chiaramente di non essere in grado di "grokkare" il concetto di fede, nel quale ha la sensazione esserci qualcosa di sbagliato. Sia Smith che Harshaw, mettono evidentemente in primo piano l'importanza della conoscenza in tutte le sue forme, rispetto alla cieca fede in una religione. Infatti l'introduzione del termine "grokkare", che grazie al libro e' diventato di uso comune soprattutto fra noi nerd, significa l'atto di fare proprio ed in ogni senso un "qualcosa": sia esso un'altro essere vivente, dove i Marziani "grokkano" altri Marziani mangiandone i cadaveri, come anche un concetto scientifico, un'emozione, oppure una banale consuetudine, rendendo quanto "grokkato" parte di se stessi.
Di nuovo Harshaw, in qualita' di "unico essere umano che grokka completamente senza parlare il Marziano", fa trasparire il proprio totale scetticismo nei confronti del concetto di fede che considera, se non errato, incomprensibile ad una mente assetata di conoscenza, pur essendo Harshaw, fra le altre cose, un profondo conoscitore dei testi sacri di tutte le principali religioni del Mondo. Essendo Harshaw un profondo conosctire di molti ambiti del sapere umano ed essendo un fine pensatore, e' naturale per lui escludere a priori la religione da qualsiasi argomento logico e razionale, in particolare per quanto riguarda culti e chiese. Tuttavia, essendo un uomo di scienza e filosofia e "sapendo di non sapere", dimostra tutta la sua preparazione lasciando aperta la porta all'esistenza di possibili entita' superiori, responsabili per la creazione dell'universo. Questo arriva per sua stessa ammissione, dato che fin troppi fenomeni nell'universo come lo conosciamo, non hanno ancora una spiegazione scientifica accettabile.
Cosa che condivide anche Smith, dove la sua "Chiesa di tutti i mondi", ha una struttura di Chiesa esclusivamente per nutrire il bisogno di fede dell'essere umano, ma il cui scopo finale e' quello di insegnare il Marziano all'umanita'. tant'e' vero che per "grokkare" fino in fondo, il marziano e' un requisito fondamentale e la Chiesa di Smith appare quasi come un'universita', piu' che un'istituzione religiosa. Il controllo del corpo, la telecinesi e tutti gli altri "superpoteri", non sono diavolerie come sostenuto dalla Chiesa di Foster e da tutte le altre Chiese tradizionali, ma sono insiti in ogni essere vivente dell'universo. Tutti sono in grado di "grokkare", ma per farlo, occorre studiare approfonditamente la lingua Marziana e questo richiede duro lavoro.
La mancanza di dogmi, o regole specifiche, o richieste di sacrificio come anche il fatto che nella "Chiesa di tutti i mondi" il fine ultimo e' la felicita' in tutte le sue forme, va a distruggere la forma canonica delle religioni terrestri, dove il "credo" incondizionato e fine a se stesso e' il motore di tutto ed e' a causa di questo che Smith scegliera' di sacrificarsi nel linciaggio finale. Niente strutture piramidali, i ruoli di "sacerdoti", hanno il solo scopo di guidare chi, ancora, non ha raggiunto un livello abbastanza elevato. Il simbolismo di condividere "l'acqua della vita" che stabilisce, senza sofferenza o sacrificio, un legame di fiducia assoluto fra le persone che lo fanno, va a sfatare tutti i vari miti dove l'umanita' per essere salvata deve soffrire, sacrificarsi per un bene superiore senza credendo ciecamente a quello che un profeta va blaterando. Non esiste sacrificio nella "Chiesa di tutti i mondi", ma esiste il concetto di darsi agli altri per renderli felici e ricevere lo stesso in cambio. L'atto di uccidere Smith e soprattutto, la reazione calma e pacata dei membri della sua Chiesa, fanno capire che oramai, il seme della condivisione non e' solo stato piantato sulla terra, ma e' sbocciato. Mettiamola cosi'; i discepoli di Smith sono i dudeisti piu' dudeisti che si siano mai visti e qualche domanda me la sono posta sul: "ma se tutti fossero un po' piu' come loro, nel mondo reale, non si starebbe meglio?".
Se anche non doveste amare la fantascienza come genere letterario, "Straniero In Terra Straniera" e' un libro che consiglio di leggere assolutamente.