Mi e' capitato sott'occhio, nel fediverso, una notizia riguardo il fatto che Google forzera' i propri dipendenti, pena il licenziamento, a presentarsi nei loro uffici tre giorni a settimana. Di per se', una minaccia di questo genere non ha alcun senso logico, in primis, guardando i risultati finanziari di Google:
Una compagnia delle dimensioni di Google, cresciuta del 14% in fatturato, con margini operativi del 34%, non mi pare stia molto male per giustificare un diktat di questa natura. Quando in un trimestre fai 30 MILIARDI di dollari di profitti, l'impressione che dai e' che ci sia, in realta', molto altro sotto. In particolare il settore dell'immobiliare commerciale:
Situazione generale (2024-2025):
Il mercato del real estate commerciale negli Stati Uniti sta attraversando una fase di significativa difficoltà. Diversi fattori, tra cui alti tassi di interesse, il boom del lavoro da remoto e la crescita dell’e-commerce, stanno provocando una contrazione della domanda per uffici, negozi e altri immobili commerciali, con conseguente perdita di valore degli asset e crescenti rischi per gli istituti finanziari esposti al settore:
* Contrazione dei prezzi e crisi di settore:
Il valore degli immobili commerciali negli USA è in calo, con numerose transazioni che avvengono a prezzi fortemente scontati rispetto ai valori di acquisto degli anni precedenti. Ad esempio, sono state registrate vendite con perdite anche del 45-60% rispetto al prezzo di acquisto originario, sia negli Stati Uniti che in altri mercati collegati
Secondo il Newmark Group, il debito a rischio collegato agli immobili commerciali USA si aggira attorno a 1.200 miliardi di dollari, con scadenze obbligazionarie per oltre 2.200 miliardi entro la fine del 2025, rendendo difficile il rifinanziamento con prezzi così depressi
* Aumento delle sofferenze bancarie
Diverse banche, sia statunitensi che internazionali, hanno subito declassamenti o perdite a causa della loro esposizione al settore commerciale USA. Questo ha portato a una maggiore prudenza nel concedere nuovi finanziamenti e a un aumento degli accantonamenti per rischio di credito
* Domanda debole e offerta in crescita
La domanda di spazi commerciali resta debole, soprattutto per uffici e retail tradizionale, mentre l’offerta continua a crescere, spingendo ulteriormente al ribasso i prezzi e aumentando il tasso di sfitto
* Impatto macroeconomico e outlook
Il settore commerciale continua a rappresentare un rischio per la stabilità finanziaria, ma secondo il Tesoro USA la situazione, pur difficile, è gestibile e non pone rischi sistemici immediati
* Fattori chiave che influenzano i prezzi
Tassi di interesse elevati: rendono più costoso il finanziamento e scoraggiano nuovi investimenti.
Remote working: riduce la domanda di spazi per uffici, soprattutto nelle grandi città.
E-commerce: penalizza il settore retail tradizionale, mentre la logistica (magazzini) resta più resiliente.
Incertezza economica: rende più difficile la pianificazione e la valutazione degli investimenti futuri.
* Sintesi
Il mercato del real estate commerciale negli Stati Uniti è caratterizzato da una crisi di valore, con prezzi in calo, domanda debole e crescenti difficoltà finanziarie per proprietari e investitori. Le prospettive per il 2025 restano incerte, con il rischio di ulteriori ribassi se non si assisterà a una ripresa della domanda o a un calo significativo dei tassi di interesse
-- Fonte: Perplexity
Google ha, in leasing o e' proprietaria, di molti immobili e molti azionisti di Google, sono esposti nel mercato del real estate commerciale, fra i quali spicca BlackRock. E' chiaro come il sole che questa operazione, come quella fatta da altri colossi, ha il solo scopo di cercare di rivitalizzare un mercato morente (quello del real estate commerciale). Dati i numeri di Google e l'out-out ai propri dipendenti, e' ovvio che non si tratta di "produttivita'" e questo, sta accadendo anche in Europa, in particolare, presso i clienti ai quali fornisco consulenza.
La cosa che mi ha dato da pensare, pero', riguarda le risposte al post che ho visto nel fediverso. Una in particolare mi ha puzzato di "lalalablablabla" ed e' la seguente:
fanno bene, lo smart working al 100% è la morte del lavoro come strumento di crescita personale, le mere interazioni digitali non ti permettono di sviluppare quelle capacità di interazione e di apprendimento che solo il lavoro in presenza sa dare ... Lavorare tre giorni su cinque in ufficio è un compromesso perfetto ...
-- Qualcuno che ha scritto parole senza dire nulla.
Dopo aver chiesto: "Sai spiegare come crescerebbe una persona, di preciso, in un open space puzzolente?" e dopo aver visto le altre risposte allo stesso thread, mi e' tornato alla mente un episodio accaduto proprio oggi, che ci aiuta a capire quanto questo tipo persone, che sono purtroppo la maggioranza, abbiano una sola parola in mente:
IO.
Da qualche giorno, una collega che lavora per un cliente che seguo e che, badaben, manco lavora direttamente con me, pareva strana. Ho questo superpotere che cazzo, potrei vendere e diventare ricchissimo, per il quale in una call, riesco a notare il tono di voce diverso quando qualcuno non sta per il verso giusto. Lo so, e' incredibile, vero? Riuscire a percepire, tramite teams, che qualcuno potrebbe aver bisogno di una pacca sulla spalla, anche virtuale, e' qualcosa di inaudito, spaventoso direi quasi e per il quale il mondo non e' ancora pronto, evidentemente.
Cosi' ho fatto una cosa che nessuno e ripeto, nessuno, manco padre Bigazzi, si sarebbe sognato di fare: le ho mandato un messaggio e l'ho addirittura chiamata.
OOOOOOOOOOOOOOOOOOHHHHHHH.
Ok, potete riprendervi ora. Tutti mi vengono a dire di essere un asociale, di essere un po' troppo orso, di non voler vedere persone e tutto quanto. Pero' sono l'unico essere umano, in tutto quel merdosissimo posto, ad avere empatia per una persona con seri problemi di salute che le ha chiesto per davvero e non solo per mera cortesia:
Come stai?
Abbiamo chiacchierato una mezzoretta, sono riuscito a farla ridere, l'ho lasciata sfogare ASCOLTANDOLA riguardo cio' che la opprime e l'ho fatto perche' e' una persona con la quale vado d'accordo. Onestamente, farei lo stesso anche con un qualsiasi collega che mi sta sulle balle, perche' avere un po' di empatia per la vita degli altri, senza pretendere nulla in cambio, non e' una cosa malvagia, in se' per se'.
C'e' tutta questa patina luccicante, in questi uffici dall'aria rarefattissima, dove tutti si sparano delle pose blaterando di "Team" e "Si! Andiamo a pranzo insieme!". Tutti apertissimi, tutti socievolissimi e oh si, possiamo VEDERCI! Il problema e' che in realta' nessuno, nel mondo di oggi, in un ufficio, vede davvero qualcuno. Si condivide uno spazio, si respira la stessa aria al puzzo di Chicken Byriani, ma nessun pezzo di merda con un sorriso falso come una banconota da 7 euro nota una collega in difficolta' e si ferma a chiederle:
Come stai? Posso chiamarti?
Oppure:
Come stai? Dai, facciamo una passeggiata.
Lo si nota anche da chi dice: "Si, mi piace andare in ufficio perche' cosi' (IO) posso imparare ad interagire", "Eh ma MI manca la socialita', sono estroverso", oppure ancora: "L'ufficio MI serve per separare la vita dal lavoro. MI manca la chiacchiera alla macchina del caffe'".
IO.
E' l'equivalente di quando nella vita le cose ti vanno male, o banalmene fai una puttanata che ti si rivolta contro. Credi di avere tanti amici e mentre tu sei sempre disponibile e dai tutto te stesso, PUF! Quando tu hai bisogno di aiuto, il 99% di loro sparisce in una nuvola di fumo, adducendo le scuse piu' banali, che naturalmente sono bugie. Pero' vi sentivate spesso, porco cane e alla fine, l'unico vero amico o amica che vi resta e che dimostra di tenere a voi, e' quello che sentite ogni sei mesi, o un anno, ma che nel momento del bisogno, non vi abbandonera' mai.
Si va in un ufficio e tutti si divertono a dirti che: "A ma sei quello nuovo?", perche' sai, preferisci spendere il poco tempo libero con tua figlia, per vederla crescere. Tutti bravi a parlare, ci si saluta, si scherza, ma se hai un grammo di cervello, capisci subito che nessuno di loro verra' in tuo aiuto se avrai bisogno di supporto. Nessuno di loro ti chiamera', troppo impegnati a mostrare di "esserci", troppo farlocchi nel loro "andiamo a mangiare Thai" e troppo egoisti per chiamare una collega chiaramente in difficolta'.
Mi sono reso conto che e' proprio questa patina putrescente a farmi odiare gli uffici e le persone che contengono. Ti guardi intorno e vedi la totale mancanza di empatia verso persone con le quali condividi, in un modo o nell'altro, gran parte del tuo tempo. Pagliacci che si nascondono quando DAVVERO sarebbe il momento di fare qualcosa per gli altri, senza chiedere nulla in cambio, ma che torneranno a dirti: "Dai! Mangiamo una pizza!" o tenteranno di convincerti a buttare il tuo tempo libero per uscire "dopo il lavoro", dato che non hanno, in realta', un amico che sia uno.
Parlare e' sempre facile. Agire, costa fatica e richiede intelligenza. Cosa che questi buffoni non hanno.
Siete sicuri di voler continuare a frequentare luoghi cosi' malati?
Io, continuero' a lottare per avere sempre piu' tempo per me stesso, la mia famiglia, i miei hobbies ed i miei amici e perche' no.
Per chiamare una collega e chiederle sinceramente, quando lavoro da casa:
"Come stai?"